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Kanguru tra i Top Ten Encryption Solution Providers di Enterprise Security Magazine

Don Brown, CEO di Kanguru Solutions

Kanguru Solutions è stata inserita tra i Top 10 Encryption Solution Providers per il 2018 da Enterprise Security Magazine. Kanguru fornisce ineguagliabili prodotti per la cifratura dei dati ed aiuta migliaia di organizzazioni nel mondo a superare i loro problemi di sicurezza, offrendo una protezione completa di livello militare. Kanguru Solutions è una compagnia statunitense che produce dispositivi di storage a cifratura hardware automatica AES 256-bit che possono essere configurati e gestiti da remoto dalle organizzazioni per mantenere il più elevato livello di sicurezza. Kanguru è l’unica compagnia che offre una soluzione pienamente integrata software e hardware.

Kanguru Remote Management Console (KRMC) è infatti una robusta soluzione di gestione remota per quelle organizzazioni che vogliono monitorare, gestire ed effettuare audit sui propri dispositivi cifrati Kanguru Defender (chiavi,  hard disk e SSD a connessione USB). KRMC permette perfino di disabilitare e cancellare da remoto i dispositivi nel caso in cui vengano smarriti o rubati. “Il nostro scopo è quello di fornire soluzioni convenienti e facili da usare.” afferma Don Brown, CEO di Kanguru. “Prendiamo in seria considerazione le esigenze del mercato per la sicurezza dei dati e la protezione delle informazioni.” In tutto il mondo, le organizzazioni consapevoli dei problemi di sicurezza si affidano ai prodotti cifrati di Kanguru per proteggere i propri dati e conformarsi con le regolamentazioni: standard come l’HIPAA per le organizzazioni sanitarie ed altre normative come Sarbanes Oxley, GLBA e GDPR sono rispettati grazie alle soluzioni Kanguru, robuste ma di facile utilizzo. Leggi l’articolo completo “Top 10 Encryption Solution Providers – 2018” su  Enterprise Security Magazine:

https://encryption-and-data-loss-protection-solutions.enterprisesecuritymag.com/vendors/kanguru/2018  

Kanguru è un leader mondiale nella fabbricazione di prodotti di storage di alta qualità, e fornisce i migliori dispositivi USB cifrati, certificati FIPS 140-2 e Common Criteria, nonché applicazioni completamente integrate per la loro gestione remota. Kanguru produce inoltre dispositivi flash non cifrati con uno switch di protezione scrittura fisico, duplicatori per la clonazione di hard drive, SSD, blu-ray, DVD e altro. Per maggiori informazioni, non esitare a contattarci.

 
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Switch Your Peace of Mind ON!

Kanguru UltraLock™, la nuova serie di Hard Disk ed SSD con Write Protect Switch fisico. Lavora su qualunque postazione in modalità “read-only”, libero da ogni preoccupazione per virus e malware!

UltraLock Write Protection Switch  

Kanguru annuncia l’uscita di una nuova serie di drive esterni USB 3.0. Kanguru UltraLock™ sono hard disk e SSD esterni rugged, tascabili, con connettività USB 3.0, ampie capacità fino a 4TB e, last but not least, uno switch di protezione scrittura fisico.

“Considerando la molteplicità di benefici derivanti da uno switch di protezione scrittura fisico, è sorprendente il fatto che, all’infuori di una manciata di pen drive*, non ci sia praticamente alcun drive esterno con tale caratteristica” afferma Ken Lee, product manager di Kanguru. “Utilizzare la protezione scrittura difende i file archiviati nel dispositivo da corruzione, infezioni, modifiche non autorizzate e cancellazioni accidentali su qualunque postazione.”

I tipici strumenti software di protezione scrittura abilitano la write protection modificando il registro di sistema, ma tali modifiche possono essere annullate dal malware. Lo switch di protezione scrittura dei drive Kanguru UltraLock disabilita la possibilità di scrittura a livello hardware, rendendo il drive inaccessibile agli attacchi malware.

Grazie allo switch fisico, i drive Kanguru UltraLock possono venire utilizzati su qualunque postazione pubblica senza il timore di venire aggrediti da virus o malware, oppure di sovrascrivere file importanti. Costituiscono quindi una scelta ideale sia per chi viaggia che per chi studia, così come per l’aggiornamento di architetture air-gapped. I nuovi drive sono disponibili come Hard Disk, o come efficientissimi SSD.

Vai alla scheda prodotto: https://www.kanguruitalia.it/prodotti/unencrypted/#ultralock

*Tra cui le chiavette USB 3.0 Kanguru FlashTrust, SS3 e FlashBlu.

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Kanguru ha introdotto la 2FA per l’accesso a KRMC!

Kanguru ha aggiunto un nuovo strato di sicurezza alla console di gestione remota dei dispositivi introducendo l’autenticazione a 2 fattori (2FA) per l’accesso da parte degli amministratori!

Questa nuova funzione di sicurezza consente una protezione extra contro i tentativi di accesso da parte di coloro che potrebbero in qualche modo aver violato la tua password.

KRMC Cloud

Puoi abilitare la 2FA selezionando la casella “Use 2 Factor Authentication for Login” nella configurazione del tuo account Amministratore.

Dopo aver attivato la 2FA, ti verrà inviata un’email di verifica da cui potrai copiare e incollare il codice di autenticazione nella finestra di verifica in modo da completare il processo all’interno nella console, abilitando quindi la 2FA. Successivamente, ogni volta che entrerai in KRMC-Cloud, riceverai via email un nuovo codice a 6 cifre – time sensitive – per verificare la tua identità e consentirti di accedere alla console.

KRMC-Cloud Pro

Per KRMC-Cloud Pro con un Super-Administrator con più Sub-Administrator, puoi decidere di applicare la 2FA per ciascun amministratore singolarmente, oppure imporla globalmente all’interno dell’organizzazione. In questo secondo caso, i Sub-Administrator non potranno disattivare questa funzionalità.

Quali sono i vantaggi del Remote Management per la tua Organizzazione?

Se hai la necessità di controllare i dispositivi USB in mano al tuo personale, KRMC (Kanguru Remote Management Console) ti aiuta a gestire in modo sicuro i tuoi dispositivi USB crittografati contenenti informazioni preziose e riservate ovunque essi si trovino. KRMC non conserva alcun dato, che è archiviato in modo protetto all’interno della chiave o del disco con crittografia hardware XTS-AES 256 bit automatica, ma rappresenta un potente mezzo per consentire agli amministratori di tenere traccia e monitorare lo stato della propria flotta di dispositivi sicuri.

In particolare, KRMC permette di:

  • personalizzare le Impostazioni di Sicurezza per tutti i dispositivi USB crittografati
  • tracciare e gestire i Dispositivi USB in tutto il mondo
  • disabilitare/cancellare i Dispositivi Smarriti o Rubati
  • settare Permessi Online & Offline
  • effettuare Audit e generare Report della loro Attività
  • Inviare notifiche agli Utenti ed aggiornamenti sulle Policy
  • programmare Modifiche delle Password
  • e molto altro…..
Scopri di più sul Remote Management dei tuoi dispositivi crittografati! https://www.kanguruitalia.it/prodotti/krmc/  
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Anno Nuovo, Sito Nuovo: www.kanguruitalia.it è online

nuovo sito Kanguru ItaliaSiamo felici di annunciarti che è finalmente online il nuovo sito di Kanguru Italia, completamente rinnovato nella veste grafica, nelle immagini e nei contenuti.

Sul sito www.kanguruitalia.it trovi tutte le informazioni sui prodotti e le soluzioni Kanguru con una grande quantità di dettagli, e puoi scaricare le loro schede tecniche ed altro materiale informativo: chiavette USB, hard disk e Solid State Drive esterni Kanguru Defender con crittografia hardware automatica AES 256-bit; il software per la gestione remota Kanguru Remote Management Console; i sistemi di duplicazione e wiping sicuro, adatti a qualunque tipo di media; le chiavette ed i dischi esterni senza crittografia con firmware sicuro e switch di protezione scrittura, ed il live drive Windows To Go, Kanguru Mobile Worspace, certificato Microsoft.

Puoi consultare inoltre la nuova sezione – Soluzioni per… – dove sono elencate le principali categorie di aziende ed organizzazioni che si affidano a Kanguru per proteggere i loro dati e per tenere in sicurezza le loro infrastrutture. Sempre in questa sezione sono illustrate le possibili personalizzazioni delle chiavette USB e le caratteristiche di sicurezza che le rendono lo strumento ideale non solo per la protezione dei tuoi dati, ma anche per garantirti la conformità con il nuovo GDPR e per assicurarti protezione continua contro virus e malware della tua rete.

Segui il nostro blog e iscriviti alla newsletter! Sarai sempre informato sulle ultime novità e sull’uscita di nuovi prodotti e aggiornamenti, e sulle nostre promozioni. E non temere: odiamo lo spam quanto te e non abbiamo intenzione di assillarti, intasandoti la casella di posta!

vai al nuovo sito di Kanguru Italia!

 

BUONA VISIONE!

 
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Fa’ Migrare il Tuo Sistema Operativo da un HDD a un SSD

Quando viene il momento di fare l’upgrade del tuo computer, uno dei modi più efficaci per incrementare le prestazioni globali è quello di passare da un Hard Disk ad un SSD. Chiunque abbia utilizzato un SSD per far girare il proprio sistema operativo ne riconosce gli immensi benefici, dal tempo di avvio, a quello richiesto per installare un nuovo programma, al caricamento di un’applicazione. Ma migrare da un HDD ad un SSD può spesso rivelarsi un compito gravoso: fortunatamente Kanguru non solo semplifica questo passaggio, ma le organizzaziono possono anche, se necessario, decidere di ridimensionare e copiare un HDD più grande su un solid state drive  più piccolo.

Migrare da un Hard Drive ad un Solid State Drive

Prima vi erano solo poche alternative per adattare l’hard disk del tuo computer ad un SSD: potevi sostituire completamente l’HDD con un SSD e ricostruire tutto daccapo, perdendo tempo prezioso reinstallando tutte le applicazioni, copiando i file e recuperando le licenze per tutti i software a pagamento. Oppure potevi comprare un software per la clonazione dei dischi che richiede un laborioso e lungo processo di backup restore per clonare un sistema operativo da un drive ad un altro. Un’altra alternativa era quella di acquistare un SSD di capacità uguale o maggiore dell’hard drive e fare una copia per per settori, cosa di gran lunga più affidabile ma che diventava davvero molto dispendiosa, soprattutto con grandezze delll’ordine di terabyte.

I duplicatori KanguruClone HD SATA Pro (versione firmware 6.10 o superiore) danno la capacità di migrare da un hard drive ad un solid state drive, nel senso che possono fare una copia esatta del tuo sistema operativo e riversarla su un SSD, dati i seguenti requisiti:

  • Il drive Master deve essere un drive con sistema operativo Windows, formattato NTFS o FAT32.
  • La capacità utilizzata sul drive Master deve essere minore della capacità totale del drive Target (es. se il Master è un HDD di 500GB HDD con 100GB di spazio utilizzato, il Target deve avere una capacità superiore a 100GB).
E’ sufficiente connettere i tuoi drive, scegliere il metodo di copia Resize e il duplicatore copierà tutti i contentuti dell’HDD all’SSD alla velocità di 12GB/min. Così, se decidi di passare alle migliori prestazioni di un SSD, è giunto il momento di utilizzare KanguruClone HD SATA Pro con la sua nuova modalità Resize Copy!

Passare da un HDD grande ad un SSD più piccolo

Talvolta potresti anche voler copiare un hard drive di grande formato ad uno più piccolo per migliorare le prestazioni o per altre necessità di ridimensionamento. Se i requisiti citati sopra sono soddisfatti, la serie di duplicatori KanguruClone Pro ti offrono anche questa possibilità.  
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La violazione dei dati sanitari sta assumendo dimensioni enormi

L’HIPAA (Health Insurance Portability e Accountability Act) del 1996, è una legge federale degli Stati Uniti emanata per proteggere i dati sanitari dei pazienti. Qualsiasi struttura che gestisce informazioni sanitarie protette (protected health information PHI) – un ospedale, un libero professionista, così come una compagnia d’assicurazione – deve garantire la sicurezza e la riservatezza delle suddette informazioni. Tuttavia, è stato constatato un impressionante aumento dei casi in cui informazioni private sulla salute dei pazienti sono state violate, e tutto questo ci porta a mettere in discussione le misure di sicurezza adottate dalle strutture mediche.

Secondo Redspin, organizzazione che si occupa di informatica in campo sanitario, dal 2009 ad oggi sono stati violati i dati personali e sensibili di non meno di 29 milioni di pazienti. Tali infrazioni possono essere state causate in molteplici modi, ma il report di Redspin indica che ben 83% sono dovute a furti. Quello che inoltre si può notare è che non è obbligatorio notificare le violazioni che coinvolgano meno di 500 individui (l’elenco dei data breach segnalati negli USA è visibile qui), e quindi le cifre notificate ufficialmente vanno corrette in circa 40/45 milioni secondo l’opinione di Lisa Gallagher, responsabile della sicurezza del HIMSS (Helthcare & Management Systems Society).

Teniamo anche presente che, secondo il Ponemon Institute (rapporto annuale sui Costi di un Data Breaches), il costo medio della violazione dei dati per il totale delle aziende intervistate è salito a 4 milioni di dollari, ben 29% in più rispetto al 2013 ed il numero degli attacchi informatici è in forte aumento (+64% rispetto al 2014). A causare le maggiori preoccupazioni è inoltre il livello di complessità degli attacchi che risulta sempre più elevato, da cui consegue la necessità di costi sempre maggiori che le aziende devono sostenere per difendersene e/o per ripristinare le normali condizioni di funzionamento a seguito di una violazione. Si stima che la perdita da parte delle organizzazioni ammonti, in media, a 158 dollari per ciascun record compromesso, arrivando fino a 355 dollari in ambito sanitario.

Alla luce di questi dati, come possono proteggersi e migliorare la  loro sicurezza le strutture che sottostanno alle normativa HIPAA o equivalenti, adibite alla gestione e conservazione dei dati sanitari?

Una considerevole parte di queste violazioni potrebbe essere prevenuta semplicemente implementando misure standard di sicurezza, come una periodica analisi dei rischi, frequenti aggiornamenti delle applicazioni ed un’attenta policy aziendale. Ciò nonostante, per poter garantire l’infallibilità dei sistemi si rende necessaria l’adozione di maggiori misure di protezione.

Severi e strutturati protocolli e una rigida serie di policy di sicurezza aziendali possono contribuire a scoraggiare le violazioni più comuni dei dati sensibili, ma dispositivi di archiviazione dei dati crittografati possono portare la sicurezza dei sistemi ad un livello superiore.

Kanguru offre una serie di misure di protezione e di crittografia dei dati, tali da poter risultare utili alle più piccole strutture come alle grandi organizzazioni, come:

  • Crittografia Hardware Automatica AES 256-bit – L’ AES, Advanced Encryption Standard, è un sistema crittografico raccomandatoa dal National Institute of Standards and Technology (NIST). Questo standard crittografico è stato adottato in tutto il mondo da governi, forze militari, istituzioni finanziarie e organizzazioni sanitarie. La crittografia hardware AES a 256 bit è utilizzata da Kanguru su unità flash USB, dischi rigidi e drive allo stato solido fornendo ad oggi il massimo livello di sicurezza hardware.
  • Certificazione FIPS 140-2 – La linea Defender di Kanguru sia come unità flash USB che come unità esterne è certificata FIPS 140-2. Questa certificazione è il risultato della collaborazione del NIST degli Stati Uniti con il CSE (Communication Security Establishment) del Canada, fornisce le linee guida dei due governi per quanto riguarda la valutazione della sicurezza per i moduli crittografici.
  • Onboard Software Antivirus – Integrato nelle unità esterne della linea Defender, vi è anche un software antivirus che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza, ai dispositivi Kanguru (scelta consigliata)
  • Kanguru Remote Management Console (KRMC) – Con KRMC gli amministratori di sistema potranno gestire in remoto i propri dispositivi Kanguru ovunque essi si trovino, e tracciare, monitorare, pulire o eliminare i file dati contenuti con estrema facilità.

I drive Kanguru, oltre a possedere tutte queste tutte queste preziose funzionalità di sicurezza, sono anche conformi al TAA (Trade Agreement Act) e vengono prodotti ed assemblati negli Stati Uniti, il che fornisce un’ulteriore garanzia di qualità soprattutto per tutte le organizzazioni non governative o istituzionali che impiegano risorse pubbliche e .

Grazie a queste caratteristiche eccezionali, Kanguru è sicura di aver posto la necessaria enfasi sulla sicurezza, protezione e accessibilità alle informazioni sanitarie sensibili, cosa che non può essere sottovalutato da alcun operatore della sanità.

L’utilizzo dei drive crittografati Kanguru Defender costituisce lo strumento ideale sia per gli studi medici o il singolo professionista che per le grandi organizzazioni ospedaliere o assicurative che debbano trattare e conservare dati inerenti allo stato  di salute delle persone.

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BadUSB ? Good USB!

“La tecnologia USB è diventata così diffusa che raramente ci preoccupiamo delle implicazioni relative alla sua sicurezza. I dispositivi USB talvolta vengono sottoposti a scansione antivirus, ma noi li abbiamo sempre ritenuti perfettamente sicuri. Fino ad oggi.” (Karsten Nohl + Jakob Lell, Black Hat Event USA 2014)

Chi di noi non possiede almeno una chiavetta per navigare su internet o per archiviare dati, una tastiera, un mouse o una webcam o, ancora, un cavetto per caricare tablet e smartphone? L’avvento della tecnologia USB ha avuto un effetto dirompente nella vita di quotidiana di ciascuno, semplificando enormemente la possibilità di connettere dispositivi di ogni sorta.

BadUSB: On Accessories that turn Evil

Una tecnologia, quella alla base delle connessioni USB, talmente semplice e versatile da essere appunto diffusissima, ma anche da rivelare inaspettatamente il suo lato oscuro: al Black Hat Event USA 2014, i due ricercatori di Security Research Labs, Karsten Nohl e Jakob Lell, hanno dimostrato come qualunque dispositivo USB possa venire trasformato in qualcosa di potenzialmente dannoso, semplicemente riprogrammandone il chip del firmware. Una volta infetto, il dispositivo – flash drive, webcam o quant’altro – può operare in molti modi malevoli, come ad esempio simulare una tastiera e digitare comandi al posto dell’utente loggato e sottrarre file, oppure installare malware sul computer a cui viene connessa. Inoltre, una volta infetti, un computer e le sue periferiche USB non sono più affidabili, dal momento che neppure la riformattazione garantisce di aver estirpato il malware alla radice.

Secure Firmware: la risposta alla BadUSB

Tutte le chiavi USB Kanguru Defender™ e Kanguru FlashTrust™ sono immuni dalla minaccia BadUSB, essendo progettate in conformità ai requisiti del NIST (National Information Standards & Technology, USA) relativi alla sicurezza del firmware dei dispositivi. Modificare la versione “di fabbrica” del firmware con una versione non autorizzata e potenzialmente malevola è praticamente impossibile. Inoltre all’avvio del modulo crittografico della chiave USB vengono eseguite alcune procedure di auto-verifica, volte ad assicurare l’integrità del firmware originale. In caso di esito negativo, il dispositivo non può operare.Queste caratteristiche progettuali sono state acccreditate dal NIST per tutta una gamma di dispositivi Kanguru Defender, che hanno ottenuto la certificazione FIPS 140-2, Livello 3 e Livello 2. Anche altri dispositivi Kanguru Defender, non sottoposti al processo di certificazione FIPS, così come le chiavi USB senza crittografia Kanguru FlashTrust sono realizzati in base a questa tecnologia e perciò non attaccabili da malware.

Se vuoi saperne di più su come agisce la minaccia BadUSB puoi guardare il video della presentazione al Black Hat Event USA 2014 a questo indirizzo:https://www.youtube.com/watch?v=91lx4zv9Hms&t=97s

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Mettere in sicurezza i dati degli studenti: quando la protezione delle informazioni non è un optional, ma una priorità*

Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di tutto il mondo acquisiscono e conservano nei loro archivi una grande quantità di informazioni personali relative non solo agli studenti, ma alle loro famiglie, al personale docente e a quello non docente. Con lo sviluppo delle tecnologie informatiche e della dipendenza della società da internet, il valore di questi dati è aumentato in modo esponenziale, accrescendo altresì il bisogno di una gestione sicura ed un’archiviazione cifrata degli stessi.

Quando si tratta della protezione dei dati personali di centinaia di migliaia di studenti (in Italia la popolazione in età scolare, cioè dagli zero ai 18 anni, è superiore a 10 milioni, mentre quella universitaria è di oltre un milione e mezzo) le istituzioni scolastiche non sono meno vulnerabili e i dati da loro conservati non sono meno soggetti a furto da parte di malintenzionati di quelli di una grande azienda.

Per un istituto scolastico – dalla scuola dell’infanzia all’università – la protezione delle informazioni relative alla propria organizzazione, al personale docente e non docente, e soprattutto di quelle degli studenti e delle loro famiglie è fondamentale. Per questo quindi l’auspicio del garante della privacy circa l’adozione di “adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati” diventa argomento cruciale per ogni istituto, al fine di garantire l’inattaccabilità dell’enorme mole di informazioni conservate nei propri archivi, implementando le più affidabili misure di sicurezza attualmente disponibili per la protezione dei dati “in mobilità e a riposo”, all’interno ed all’esterno delle pareti scolastiche, fisiche o virtuali che siano.

Quindi, qual è la migliore strategia per rafforzare la sicurezza dei dati personali di un’istituzione scolastica?

Quasi quotidianamente si legge sulla stampa di gravi violazioni alla sicurezza e delle catastrofiche conseguenze che ne derivano. Ma, se è vero che, in molti casi, autori dei crimini informatici sono hacker esperti che rubano informazioni con applicazioni altamente sofisticate, quello che la maggior parte della gente ignora è che un’altissima percentuale di incidenti che provocano la perdita o la violazione di dati sensibili è da attribuire a dispositivi non idonei e ad errori, leggerezze o negligenze del personale nell’utilizzo delle tecnologie informatiche. Proprio tenendo conto di ciò, Kanguru Solutions ha sviluppato una linea di prodotti per la gestione e l’archiviazione criptata delle informazioni, che riduce al minimo la possibilità di data breach causata da “errore umano”, coniugando massima sicurezza a massima economicità.

Flash Memory e Dischi Rigidi Esterni Protetti Kanguru: massima semplicità, massima sicurezza e massima convenienza

Kanguru Solutions, leader mondiale nella progettazione ed implementazione di sistemi per l’archiviazione con crittografia automatica dei dati, offre una serie di opzioni per lavorare in modo sicuro su informazioni estremamente delicate come i dati personali degli studenti, sia all’interno che all’esterno della rete scolastica, e di archiviarle con altrettanta sicurezza.

Questa linea di prodotti IT fornisce la risposta più sicura ed al tempo stesso più semplice ed economica alla necessità di protezione dei dati sensibili: sia le flash memory USB che i dischi rigidi esterni sono appropriati alle esigenze di sicurezza – ed al budget – di qualunque istituzione scolastica.

Tutti i dispositivi sono contraddistinti da un certo numero di caratteristiche utili ed uniche: scansione antivirus integrata, connessione superveloce USB 3.0, un potente algoritmo crittografico AES 256-bit per l’archiviazione dei dati, nonché un firmware inattaccabile da virus o malware. Molti dei dispositivi sono certificati FIPS 140-2 ed alcuni hanno da poco ottenuto – unitamente al software di gestione – anche la certificazione Common Criteria (ISO 15408), EAL 2+, fornendo così un’ulteriore garanzia anche a quelle organizzazioni che devono attenersi alle più restrittive policy di sicurezza.

La console centralizzata di gestione permette infatti il totale controllo di tutti i dispositivi registrati, dando all’amministratore del sistema la possibilità di tracciare, monitorare, aggiornare e cancellare/disabilitare qualunque dispositivo in caso questo venga smarrito o rubato. L’applicazione consente inoltre di impostare i parametri delle password, aggiornare le regole di sicurezza, nonché di settare i permessi online/offline, aggiungendo un’ulteriore protezione contro le perdite di dati dovute ad errori o negligenze.

* Il titolo è una libera citazione dell’articolo di Michael L. Berman (spero non me ne voglia) “Protecting Flash Drive Data Is a Priority, Not an Option”, pubblicato su Huffington Post il 17/03/2015, in cui vengono confrontati vari dispositivi di archiviazione protetta, tra cui anche quelli Kanguru.

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